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Torino e la restrizione al gioco d’azzardo

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A Torino non si scherza! Apparecchi da intrattenimento spenti tutta la mattinata e poi dalle 18 alle 20 e dopo le 24. Quindi, vita assai breve per le slot machine che si concretizza dalle h.14 alle h.18 e dalle h.20 alle h.24: poco spazio all’intrattenimento ed al divertimento, ma questa è l’ordinanza che sarà firmata dal Sindaco della città di Torino nei prossimi giorni. Abbiamo ripetuto tante volte che ogni città ed ogni comune si comporta come “meglio crede” per il proprio territorio, e le ordinanze continuano a moltiplicarsi “come i pani ed i pesci”… Almeno però, in questa città si è presa una decisione che va a toccare anche le città limitrofe!

Sì, perché a volte i Sindaci o non ci pensano in modo superficiale, oppure non pensano che il giocatore “che vuole giocare, gioca ovunque” e, quindi, se in un determinato posto le sale sono chiuse e le apparecchiature sono spente si spostano di un paio di chilometri in altro punto dove invece può trovarle perfettamente funzionanti. Si può dire che l’esperienza di taluno, può aver favorito qualcun altro ed i Sindaci senz’altro comunicano tra di loro le esperienze acquisite in questo settore che fa sempre così discutere le Amministrazioni comunali.

La misura restrittiva di Torino, non però sui migliori casino online legali aams, è stata illustrata proprio dallo stesso Sindaco nel corso di una seduta congiunta della Conferenza dei capigruppo e della Quarta Commissione consiliare ed è stato chiarito che questa ordinanza è stata emessa in attuazione della legge regionale del Piemonte entrata in vigore nel maggio 2016 e che prevede che per “esigenze di tutela della salute e della quiete pubblica nonché della circolazione stradale” si dispongano limitazioni temporali all’esercizio del gioco. Queste norme sono già state messe in pratica da oltre 70 comuni piemontesi.

Chi scrive continua a ribadire a gran voce, per quanto possa ovviamente servire, che necessita una legge nazionale con urgenza, che il gioco non può più rimanere in “balìa” delle amministrazioni comunali, che gli imprenditori non possono più attendere di sapere quale sarà il proprio futuro, visto che il loro presente è sempre di più costellato da norme, tasse, orpelli e restrizioni che stanno rendendo “il loro cassetto” sempre più misero e le loro aspettative sempre più lontane. Anche il loro impegno finanziario in questo settore e la loro attività stanno diventando sempre più oppressivi… senza nulla avere in cambio, sopratutto dallo Stato che dovrebbe essere quello strumento che li tutela, visto che gli operatori del gioco agiscono su concessione, neppure a buon mercato, rilasciata appunto dallo stesso Stato.

La città di Torino ha scelto di consentire il gioco solo per otto ore al giorno, come detto dalle 14 alle 18 e dalle 20 alle 24, spezzando l’orario di attività proprio per evitare sessioni di gioco troppo lunghe che potrebbero portare ad un coinvolgimento compulsivo, mettendo sanzioni, in caso di mancato rispetto delle limitazioni d’orario, che vanno dai 500 ai 1.500 euro per ogni apparecchio di gioco con la chiusura definitiva degli apparecchi qualora vengano commesse nel corso di un biennio tre violazioni anche non consecutive.