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Periodo decisivo per il gioco d’azzardo

futuro del gioco d'azzardo

Il sottosegretario Pier Paolo Baretta, ha cominciato la settimana mettendo in chiaro che questo “è il momento di stringere” per il gioco e per i “lavori” della Conferenza Unificata. Il Governo ha tanta carne al fuoco come si evince dalle varie esternazioni del nostro Premier e, quindi, ci saranno tante decisioni da prendere e da “chiudere” come la situazione del mondo del gioco pubblico che si sta trascinando troppo e senza “conclusioni in linea di arrivo”. Lo stallo in cui si trova il mondo-gioco ed i suoi lavori deve essere smosso assolutamente e, possibilmente, fatta decollare la proposta che prima delle ferie era stata “messa sul piatto delle trattative” da parte del Governo agli Enti Locali che l’hanno forse un po’ snobbata.

C’è la manovra finanziaria che interesserà come sempre, ed ancora una volta, il settore dei giochi. Sulle “voci” che circolano relativamente a “500 milioni che potrebbero essere ricavati” dal settore con la Legge di Stabilità 2017, Baretta afferma che “si tratta di soldi che non verranno presi dal settore, ma piuttosto verranno dati, nel senso che non stiamo pensando ad altri aumenti delle tasse, ma a varie soluzioni per tirar fuori determinate cifre”. Insomma, niente previsioni per un aumento del prelievo erariale, visto che sarebbe una incongruenza in quanto il Governo sta studiando di ridurre le slot e non certamente di incentivarne la raccolta.

Baretta non rinuncia a sottolineare che è stato fatto un forte lavoro di controllo e di contrasto all’illegalità negli ultimi anni e che, in questo modo, il gioco lecito ne sta uscendo più forte, più professionale e più sicuro. Tutto questo impegno “messo sul piatto” della legalità sta cercando di portare il settore verso un accoglimento nei confronti dei cittadini che sino ad ora lo hanno visto solo da un punto di vista negativo.

Va anche detto che quando si parla di gioco si parla anche di un settore soggetto a rischi per quello che riguarda la salute dei cittadini e questo lo rende un settore delicato anche agli occhi dei “cittadini esterni” che non lo frequentano, ma che vedono le conseguenze che a volte il gioco produce. Certamente, come Stato si sta cercando di organizzare assistenza e cura per quelle persone che “cadono nella rete dell’abuso del gioco”, ma è ancora troppo poco quello che è stato fatto e si dovrebbe fare indubbiamente di più.

In realtà, negli ultimi anni il fenomeno del gioco è esploso in tutta la sua potenza e questo ha determinato una forte opposizione dei confronti del settore che si trova ad essere giudicato e “redarguito” solo per ciò che di negativo porta, e non certamente elogiato per ciò che di positivo ha portato al sociale ed al territorio con impegni finanziari da parte della “sua” industria e delle “sue” aziende. L’obbiettivo, quindi, è quello di riportare il gioco nella normalità facendolo rimanere uno svago ed un divertimento, ciò che è nella sua natura, e che è la motivazione per cui è stato inizialmente distribuito. Non deve procurare una malattia oppure essere un escamotage per “risolvere i problemi finanziari del quotidiano”: deve essere, si continua a ribadirlo all’infinito, solo puro divertimento.