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Le aziende illegali di gioco devono avere paura

gioco d'azzardo illegale

Ampiamente è stato sottolineato quanto importanti siano gli interventi che le nostre Forze dell’Ordine “mettono sul piatto” nel controllo del gioco d’azzardo e quanto importante altrettanto sia “l’allargamento delle sanzioni e dei provvedimenti” che vengono attuati. Ormai non si parla più di “macchinette o di totem” e del loro sequestro, ma si parla delle conseguenze che questi controlli vanno a “smuovere”. Per capirci, le apparecchiature che vengono sequestrate perché non regolari e, quindi, prive di autorizzazione e concessioni, vanno a produrre dei guadagni illeciti sui quali non sono state ovviamente pagate tasse e tributi. Da qui, a cascata, viene proceduto con i sequestri certamente delle apparecchiature, ma anche del patrimonio personale dei soggetti ritenuti responsabili delle violazioni.

Che le violazioni alle regole dei casino online siano penali o amministrative, che siano penali-tributarie oppure “solamente” penali relative all’art. 718, rappresentano reati che fanno emergere “del sommerso” che va ad “ingigantire” il numero delle società illegali che “viaggia” dentro il settore del gioco d’azzardo. Società illegali che, sempre illegalmente, fanno concorrenza sleale al gioco pubblico lecito e che lo Stato, e le sue Forze dell’Ordine, devono estirpare dal territorio a maggior tutela del gioco legale stesso. Tutela anche dei cittadini e dei giocatori che vi “incappano” e che, a volte e sempre più spesso, incorrono nella possibilità di essere truffati posto che queste società irregolari sono particolarmente portate a “non onorare le vincite”.

La conclusione sotto intesa di queste righe, e neppure tanto sotto intesa, è che queste “società furbette” insieme ad i relativi titolari ovviamente, devono sapere che saranno continuamente inseguite dalle Autorità preposte che non avranno tregua e continueranno a “martellare” il mercato sino a farlo diventare “pulito e legale”. Almeno questo, lo Stato lo sta mettendo in pratica: continua a combattere contro apparecchiature illecite, totem, esercizi senza licenza e concessione e contro titolari che non hanno i requisiti richiesti dalle norme in essere. Sarà un gran lavoro, ma che darà i frutti che tutti si aspettano, compresi gli operatori leciti che non ne possono più di avere una concorrenza così sleale ed anche così “sfacciata”.

Le aziende illegali devono aver ben presente che la via semplice, quella di trovare apparecchiature con collegate al sistema di Stato e senza autorizzazione, ha consentito e consente di aggredirle anche nei beni dei soggetti ritenuti coinvolti in quanto l’evasione fiscale, sia piccola che grande, legittima come detto misure cautelari di tipo patrimoniale a tutela della riscossione delle somme di spettanza pubblica. Questa evoluzione ha una rilevanza importante nel percorso del contrasto al gioco illecito, idonea a sconfessare alcune “credenze” in virtù delle quali il rischio di sequestri e sanzioni è sempre compensato dal guadagno realizzato con il prodotto. Laddove intervenga un sequestro di beni immobili, mobili e conti correnti del titolare o responsabile di un azienda illegale di gioco, il livello di rischio non diventa più compatibile con nessuna altra realtà aziendale e si manifesta come appannaggio delle sole società od entità clandestine che si vogliono votare alla illegalità. Quindi, chi intraprende questa “scelta clandestina” deve prepararsi, come già detto, ad essere un fuggiasco ed a vivere sempre inseguito con il rischio, in aggiunta, di non riuscire nemmeno a spendere il danaro che dovesse alla fine riuscire a guadagnare.