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Il sentimento negativo creato dal gioco

gioco d'azzardo

Certo che, del senno di poi… “son piene le fosse”! Forse il gioco lecito e la sezione dei casino online con bonus, quando è stato creato quindici anni fa circa dallo Stato, non lasciava presupporre di diventare un “fenomeno” come quello che si è concretizzato negli anni a venire. Nessuno poteva pensare che facesse una tale presa sui cittadini e nessuno poteva pensare che potesse poi creare disagi che, anche se di genere “importante”, fortunamente però non sono in numero così eclatante come si vorrebbe far recepire dai più.

Forse, chi ha studiato l’ingresso del gioco lecito nel quotidiano, non ha pensato inizialmente di avere un colloquio con l’apparato sanitario e forse, infine, il “viaggio” che il gioco ha fatto in quindici anni, doveva essere fatto di pari passo con l’innovazione tecnologica certamente, ma anche e sopratutto con l’organizzazione sanitaria. A questo punto non ci si sarebbe trovati a convivere con un ambiente così ostile ai giorni nostri con il gioco e con le conseguenze che il suo abuso può portare, esattamente come qualsiasi altro tipo di dipendenza.

É stato questo uno dei più grandi errori che è stato commesso da chi gestisce il “nostro mondo” e che ha probabilmente sottovalutato lo sviluppo esponenziale che il gioco-divertimento ha concretizzato nel corso degli anni. Bisognava avere più attenzione sotto il profilo sanitario, anziché curare quasi esclusivamente l’interesse finanziario che si produceva inventando, proponendo e sostenendo ogni gioco possibile ed immaginabile e trovando qualsiasi occasione per inserirne uno di nuovo.

Dunque, secondo chi scrive, l’errore è stato fatto inizialmente posto anche che gli introiti del settore ludico andavano direttamente nelle casse del “caro Erario” e non toccavano oltretutto quelle degli Enti Locali che, di contro, si sono trovati a combattere con il fenomeno dell’abuso del gioco con le problematiche che questo comporta sul territorio. Ed anche la crescita “smodata” della distribuzione del prodotto ha giocato un ruolo preponderante, laddove forse ritenendo questo business uno dei più invidiabili negli ultimi anni, le sale da gioco nascevano come funghi, seppur delimitate da normative e costi di concessione abbastanza importanti.

Gli Enti Locali, quindi, si sono trovati a battagliare con la lista dei casino online e con qualcosa che non caratterizzava i loro programmi e che era lontano dalle consuete iniziative che gli stessi Enti sono soliti affrontare. Così, gli operatori del gioco od ogni imprenditore grande o piccolo del settore ludico si sono trovati, da soli, a dover fronteggiare le varie Amministrazioni comunali e si sono anche trovati, da soli, a fronteggiare il “polso” del territorio e ciò che le stesse amministrazioni nutrono nei confronti del gioco, non ricavandone oltre tutto alcun interesse economico.

Indipendentemente da tutto questo, il gioco lecito si è trovato sempre da solo a dimostrare di essere “all’altezza della situazione”, ha continuato ad essere sottoposto a “vessazioni” di qualsiasi tipo, a restrizioni di luogo e di tempo che, via via, si sono sempre più acuite. E, quindi, il settore è arrivato ai nostri giorni dove sembra di essere “il gioco contro tutti”, laddove gli operatori non si rendono più neppure conto quale e se vi sarà un futuro per le proprie attività, dove saranno spostati e se dovranno soccombere. Tutto sbagliato dall’inizio? È tutto da rifare? La Conferenza Unificata non ha dato alla fine la risposta che tutti gli imprenditori del gioco si stavano aspettando, almeno per il momento.