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Alcune dichiarazioni sul gioco d’azzardo illecito

gioco d'azzardo illecito

Certamente, nel mondo del gioco d’azzardo ed in quello dei casino online succedono tante cose particolari e strane. È un mondo che, senza ombra di dubbio, “brilla” particolarmente perché vi girano parecchi quattrini, ma è anche pieno di insidie a volte non piacevoli che “rasentano” il limite della legge, ma anche che è frequentato da collaboratori di giustizia, per esempio, che vanno ad indicare cose non perfettamente attinenti alla verità. Chi conosce un poco l’ambiente dei “collaboratori di giustizia”, sa che alcune di queste persone non si comportano nel modo più corretto per tornaconti magari personali, oppure per gettare discredito su qualcuno per ottenere qualche beneficio che non è dato conoscere.

Fortunatamente non tutto il mondo del gioco è così e questo è stato sottolineato più volte da queste righe: è composto da gente operosa ed onesta che rispetta le normative e non si mette in condizione né di essere indagato né di essere perseguito dalle nostre Forze di Polizia. Ma esiste anche una parte “oscura” del gioco: così accade che la Corte di Cassazione “lanci un monito”, e che solleciti una maggior attenzione nei confronti di alcune dichiarazioni effettuate da collaboratori di giustizia che hanno screditato un operatore accusandolo di aver gestito gioco clandestino ed aver “riciclato danaro sporco”.

Infatti, la Corte con la stessa pronuncia, afferma che le dichiarazioni “accusatorie” di questo collaboratore non avrebbero trovato alcun riscontro nel corso del dibattimento o, comunque, non sono state acquisite agli atti e nulla emerge anche dalle intercettazioni telefoniche di alcuni componenti dell’organizzazione criminale. Su questi rilievi, quindi, vengono anche basate le motivazioni della Corte di Cassazione, laddove ha ritenuto assolutamente fondato il ricorso di un operatore annullando la sentenza di condanna disposta nei di lui confronti della Corte di Appello di Lecce.

Condanna che era stata basata sul fatto che costui fosse “parte del sodalizio criminosa Sacra Corona Unita, operante nel territorio di Lecce con il ruolo di organizzatore del gioco d’azzardo mediante la gestione delle sale da gioco clandestine e la concessione di prestiti ai giocatori in difficoltà”: inoltre, sempre lo stesso ricorrente veniva indicato come mezzo per altre operazioni di trasferimento oppure mancata identificazione dell’illecita provenienza di danaro e/o di altri beni destinati alla “ripulitura” di ingenti proventi, derivanti dalle attività delittuose svolte dall’indicata associazione Sacra Corona Unita.

La Corte sottolinea ancora che non va assolutamente trascurato, argomento che tocca anche i casino online con paypal, che le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia potrebbero essere tenute nella debita considerazione solo quando siano supportate da validi elementi di verifica che consentano di ritenerle esatte ed inoppugnabili, cosa che non si è verificata nello svolgimento delle indagini correlate a questo procedimento.

Infine, se è vero che la conferma dell’attendibilità di un’accusa mossa da un collaboratore di giustizia possa essere costituita dalla dichiarazione di un altro collaboratore avente per oggetto un fatto diverso, è anche vero che il fatto da dimostrare non è il singolo comportamento dell’associato, ma la sua precisa appartenenza al sodalizio criminoso: così, si ritiene ovviamente necessario che vi sia una motivazione logica sulla circostanza ed un controllo tra le dichiarazioni accusatorie di un collaboratore di giustizia in danno di un determinato soggetto e le dichiarazioni di un altro collaboratore sulla struttura ed i componenti della associazione criminosa.

Il 2017 sarà l’anno della verità per il gioco d’azzardo

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Periodo di bilanci: si chiude il 2016 che per tutti i migliori casino online legali aams e per le sue aspettative è stato un anno “terribilis” per le promesse che gli sono state fatte, per le trattative che sono state intraprese e per i vari “tira e molla” che si sono messi sul campo: tutto questo non ha avuto concretezza e, quindi, tutto rimandato al nuovo anno. Ma il 2017 a questo punto sarà veramente l’anno della verità per il gioco? L’anno in cui si metteranno dei punti fermi per il suo futuro, qualunque sia quello che gli altri decideranno? Non potrà certamente essere un altro anno di transizione perché gli operatori non ne hanno più la forza.

Le attese sono finite, così pure il periodo dei continui rinvii: onestamente il 2016 è stato un anno particolare per gli operatori del gioco pubblico, a qualunque segmento si guardi, ed è stato un anno che ha tradito qualsiasi attesa il settore desiderasse. Tutti ci speravano nelle trattative, nella Conferenza Unificata, nella riforma anche perché il 2016 portava con sè scadenze importanti come il rinnovo delle concessioni che avrebbero dovuto essere discusse in questo periodo per un parziale allineamento delle attività di gioco nel nostro Paese.

Inutile sottolienare che la più profonda delusione è stata la mancata riforma in capo alla Conferenza Unificata, nella quale tutti speravano di uscire con un “futuro migliore”, magari meno redditizio visto lo smantellamento delle “famigerate macchinette”, ma con il prodotto gioco meglio distribuito e non come era successo sino a questo momento lasciato ad una crescita esponenziale assolutamente “incontrollata”. Anche questo è stato disatteso così pure la possibilità di fare programmi e progetti per gli investimenti futuri per chi ancora ha voglia di “mettersi a rischiare” nel mondo del gioco pubblico… e chiaramente sono sempre meno.

Ed anche le aspettative delle industrie del gioco, dalla cui vita dipendono le risorse in carico, non sanno più come muoversi, cosa produrre e come produrlo, in che indirizzo mettere le proprie apparecchiature da intrattenimento e, sopratutto, per quanto tempo queste “avranno spazio e vita”. Quindi, che dire dell’anno che sta per chiudersi? Per il gioco, come detto, una assoluta delusione fermo restando che non si crede che nei giorni mancanti alla chiusura di questo benedetto 2016 possa succedere qualcosa di eclatante e qualcosa, sopratutto, di interesse per il gioco pubblico.

E che dire dell’accordo sulla riorganizzazione dell’offerta del prodotto gioco, secondo le recensioni complete sui casino online legali, che avrebbe dovuto essere foriera dell’emanazione dei bandi di gara? Anche di questo nulla di fatto: ci si trova all’ultima pagina del calendaro e ci si trova sempre e comunque in attesa delle gare così come del riordino, così come ci si trova a ricercare quella stabilità del settore che per i suoi addetti ai lavori, veramente, continua ad essere una vera e propria chimera.

Quindi, tirando le somme, per forza il 2017 dovrà essere necessariamente, nel bene o nel male, l’anno decisivo. Ulteriori rinvii non sono ammissibili: anche se le decisioni non arriveranno dalla Conferenza Unificata, un rimedio dovrà pur essere studiato altrimenti ci si troverà di fronte alla scomparsa del gioco, ma solo di quello lecito naturalmente, dai territori.

Preoccupazione per il Casino di saint vincent

casino di saint vincent

Neppure il periodo pre e post natalizio può dare pace e tranquillità al Casinò di Saint Vincent ed al suo casino online, che sta vivendo un periodo abbastanza “trambustato” già da qualche mese, sino a far seriamente preoccupare il suo Sindaco per il futuro della Casa da Gioco e ad obbligarlo ad assicurare il sostegno dello stesso Comune per il suo rilancio. È, indubbiamente, una situazione drammaticamente preoccupante quella relativa al futuro del Saint Vincent Resort & Casino e ne sono colpiti la Regione ed il Comune, tutto compatto.

Non vi è ombra di dubbio, che da parte dello stesso Comune di Saint Vincent vi sarà la massima disponibilità a dare il proprio contributo nel momento in cui si dovrà dare un nuovo indirizzo alla Casa da Gioco, anche se non rientra naturalmente nelle competenze proprie del Comune risolvere questo problema. Ma si sa che la cittadina termale sta vivendo, di luce riflessa, lo stesso momento complicato del Casinò, anche se la sua proprietà è poi Regionale.

Il Consiglio Comunale di Saint Vincent, recentemente, si è occupato già due volte delle problematiche del Saint Vincent Resort & Casino: in un intervento, approvando un documento presentato dalla maggioranza ed accogliendo poi la richiesta della minoranza decidendo di convocare un ulteriore consiglio monotematico dai toni alquanto aspri, alla fine del quale era stata approvata una risoluzione ulteriore. Le conclusioni alle quali è giunto il Consiglio Comunale nel secondo consiglio non si sono concretizzate in modo dettagliato, ma gli auspici sono identici a quanto già era stato stabilito in precedenza.

In questa risoluzione approvata, il Consiglio Comunale di Saint Vicìncent, nella sua qualità di socio della Società Casino de la Vallée Spa, ma ancor più come rappresentante di un territorio che più di altri subisce la situazione in termini di indotto economico ed anche sociale, considera che non si possa più perdere tempo e si debbano prendere assolutamente decisioni immediate, seppur ben studiate e congegnate. Questo per delimitare i danni per la situazione attuale e per le prospettive future del Saint Vincent Resort & Casino.

Le azioni intraprese nel passato, non hanno raggiunto e sortito i risultati che ci si aspettava posto che alcuna azione oppure alcuna strategia vera ed efficace può prescindere da un coinvolgimento di tutte le forze che vengono messe in campo, con gli attori coinvolti che siano economici, sociali ed anche istituzionali. Se non esiste questa simbiosi, difficilmente il percorso per il futuro della Casa da Gioco si potrà dimostrare foriero di qualcosa di realmente positivo.

Si dovranno concretizzare sinergie tra la lista casino aams e tutti i partecipanti che devono riportare il territorio di Saint Vincet ad essere una componente assolutamente imprescindibile per uno sviluppo ed un rilancio complessivo e che dovranno portare ad intraprendere le azioni opportune per mettere al reciproco servizio lo sviluppo del brand Saint Vincent Resort & Casino, insieme allo sviluppo del territorio comunale.

Ovviamente, questi percorsi per il futuro della Casa da Gioco, non saranno facili e sono senza dubbio irti di problematiche e di difficoltà, ma dovranno essere portati avanti con determinazione se non si vuole vedere un Casinò come quello di Saint Vincent avvicinarsi ad una “fine che non gli compete”, in un territorio meraviglioso come quello che lo ospita. Bisogna trovare idee, forze, capacità per farlo “risorgere” in tutta la sua bellezza.

Un pò di obiettività per il gioco d’azzardo

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Violazione dei limiti orari da parte di una sala giochi di Firenze. Sanzione: un giorno di chiusura per l’attività ludica comminata dal Comune della città fiorentina. Queste “forme” di rito, ormai, stanno diventando quotidiane e, quindi, non passa giorno senza che da qualche parte della nostra Penisola “un Tribunale Amministrativo Regionale” non sia chiamato ad esprimersi su violazioni di questo tipo. Si può dire che le regolamentazioni regionali applicate per contrastare il gioco d’azzardo problematico non stiano dando un gran bel da fare ai togati amministrativi!

Da qualche anno, i Tar sono rincorsi da parte degli operatori del gioco pubblico e possessori di casino online che pagano subito le vincite per difendere il proprio diritto di esistere e di esercitare la propria attività ludica contro le restrizioni delle normative che continuano a divenire sempre più strette e sempre più ostative al percorso commerciale delle attività di gioco. Sino a poco tempo fa, però, bisogna dire che bastava che un Comune emettesse qualsivoglia sanzione che da parte della Giustizia amministrativa venivano espresse pronunce a favore “della parte più importante” perché probabilmente si riteneva che avesse sempre ragione. Non si è tenuto sino ad ora conto delle “verità degli operatori del gioco” e delle loro “a volte più che giuste realtà e necessità”.

Il vento, però, è cambiato dopo la famosa sentenza del Tar di Bolzano dove si esprimeva che la Provincia avesse applicato una sorta di forzatura delle proprie pertinenze: sembra si sia “aperta una nuova via” per il gioco ed, ora, ci si trova a voler riferire di sentenze sempre più frequentemente “a favore del gioco” e dei suoi imprenditori. “Ci piace”, quindi, riferire delle sanzioni sospese per una società di gioco che ha violato l’ordinanza sui giochi dei Comune di Firenze, almeno fino all’udienza di merito, già fissata però al 1° marzo 2017 da parte del Tar Toscana, accogliendo il ricorso contro la sospensione di un giorno dell’attività di un esercizio con apparecchiature da gioco.

In aggiunta alla sospensione della sanzione, il Tribunale Amministrativo sottolinea che “l’interesse pubblico all’applicazione della sanzione, potrà essere soddisfatto anche mediante la sua esecuzione differita”. E tutto questo, nonostante l’ordinanza del Sindaco di Firenze preveda che in caso di reiterazione delle violazioni delle norme di orario previste, e nonostante sia stato provveduto alla sanzione mediante il pagamento in misura ridotta della prima sanzione, si potesse applicare la sospensione da uno a quattro giorni dell’attività della sala giochi.

Continua a spiegare il Tar Toscana di essersi ricollegato ad una sentenza espressa dal Tar Lombardia nello scorso novembre che ha accolto, con rinvio al merito, il ricorso proposto da una società di gioco e di casino mobile android contro la sospensione del funzionamento delle apparecchiature da intrattenimento di una sala giochi per cinque giorni, disposta dal Dirigente dello Sprotello Unico attività produttive del Comune di Mantova.

Anche se in quell’occasione il Comune aveva emanato il provvedimento dopo ben quattro sanzioni amministrative comminate all’esercizio per aver tenuto accesi gli apparecchi al di fuori delle fasce orarie consentite dal regolamento in vigore per la città di Mantova, poi annullate con sentenza del Giudice di Pace. Il vento sta veramente cambiando?

Conosciamo la parte migliore del gioco

il bello del gioco d'azzardo

Posto che il cammino del gioco e di tutti i casino online, negli ultimi due o tre anni, è stato un percorso alquanto accidentato necessitava proprio che una associazione che tutela la filiera del gioco pubblico scendesse in campo, pervasa “da umano e profondo furore” di sentimenti positivi per far conoscere in lungo ed in largo nella nostra Penisola quale sia, oggi, veramente il gioco lecito, i suoi operatori e la sua filiera.

Qualcuno doveva per forza colloquiare con le Amministrazioni e sottoporre loro quella parte del gioco che potrebbe avere impatto positivo con il territorio, anziché stare sempre e comunque a parlare di negatività che le conseguenze dell’abuso del gioco possono provocare. Quest’ultima cosa non si può cancellare naturalmente, ma va tenuta “nel debito conto”, non strumentalizzata, ma studiata e valutata nei numeri che comporta. Numeri veri e reali, però, non quelli che si vorrebbe far arrivare “alla popolazione”, in modo che la stessa possa conseguentemente gridare “alle streghe”. I tempi della demonizzazione potrebbero essere finiti se la problematica od il fenomeno del gioco volessero essere definitivamente affrontati nel modo giusto e se si volesse guardare, una volta tanto, anche dalla parte degli imprenditori del gioco.

Ecco, quindi che As.Tro, associazione che tutela gli operatori del gioco pubblico, ne racchiude una enorme parte e cerca di tutelarli il più possibile, si è gravata dell’onere di “girare per l’Italia” contattando le sue Amministrazioni Comunali per dimostrare, con dati alla mano e ricerche approfondite, quanto di buono il gioco lecito potrebbe fare per il territorio. As.Tro, quindi, ha iniziato un nuovo percorso con una ricostruzione paziente di un dialogo con le Amministrazioni comunali.

Dialogo che si fonda sul “far conoscere” il gioco pubblico, sull’insistere con proposte concrete di gestione delle criticità sanitarie collegate al gioco, ma sopratutto si ribadisce dialogo finalizzato a far capire che le imprese lecite del gioco sono una “positività per il territorio”, particolarmente per le risorse che riescono ad impiegare ed alla innovazione tecnologica che riescono ad esprimere, facendo nascere e crescere professioni particolari che sino a qualche anno fa non si sapeva neppure potessero essere collegate al gioco.

Ed in un momento come quello che sta vivendo il nostro Paese già da un bel po’ di tempo non è certamente una “negatività”. As.Tro vuole far conoscere al territorio quanto le aziende di gestione degli apparecchi da intrattenimento e dei giochi dei casino gratis abbiano bisogno del loro futuro e come queste aziende, con imprenditori moderni, potrebbero essere in sinergia con i loro territori, basterebbe non nascondersi “dietro il dito della moralità” e guardare con meno superficialità quello che possono offrire.

Certo, il compito di As.Tro non sarà facile né semplice, ma con il suo team riuscirà senza ombra di dubbio a coinvolgere le Amministrazioni Comunali da Nord a Sud ed a presentare il gioco pubblico “nel ruolo che gli compete”. Il Sud, d’altra parte, per gli operatori del gioco non è più al riparo del Nord dalle misure restrittive che si sono erroneamente considerate appannaggio delle Regioni del Nord e del Centro: per questo motivo, occorre anche in quelle zone sensibilizzare i gestori sul nuovo modo con cui tutelare e proteggere le loro imprese. Modo nuovo faticoso, ma sicuramente stimolante poiché basato in modo prioritario nel far conoscere le varie capacità “del gioco” e le relazioni che le aziende possono e devono esprimere sui loro territori di riferimento. Buon lavoro al As.Tro, quindi, ed anche buona fortuna!

Il sentimento negativo creato dal gioco

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Certo che, del senno di poi… “son piene le fosse”! Forse il gioco lecito e la sezione dei casino online con bonus, quando è stato creato quindici anni fa circa dallo Stato, non lasciava presupporre di diventare un “fenomeno” come quello che si è concretizzato negli anni a venire. Nessuno poteva pensare che facesse una tale presa sui cittadini e nessuno poteva pensare che potesse poi creare disagi che, anche se di genere “importante”, fortunamente però non sono in numero così eclatante come si vorrebbe far recepire dai più.

Forse, chi ha studiato l’ingresso del gioco lecito nel quotidiano, non ha pensato inizialmente di avere un colloquio con l’apparato sanitario e forse, infine, il “viaggio” che il gioco ha fatto in quindici anni, doveva essere fatto di pari passo con l’innovazione tecnologica certamente, ma anche e sopratutto con l’organizzazione sanitaria. A questo punto non ci si sarebbe trovati a convivere con un ambiente così ostile ai giorni nostri con il gioco e con le conseguenze che il suo abuso può portare, esattamente come qualsiasi altro tipo di dipendenza.

É stato questo uno dei più grandi errori che è stato commesso da chi gestisce il “nostro mondo” e che ha probabilmente sottovalutato lo sviluppo esponenziale che il gioco-divertimento ha concretizzato nel corso degli anni. Bisognava avere più attenzione sotto il profilo sanitario, anziché curare quasi esclusivamente l’interesse finanziario che si produceva inventando, proponendo e sostenendo ogni gioco possibile ed immaginabile e trovando qualsiasi occasione per inserirne uno di nuovo.

Dunque, secondo chi scrive, l’errore è stato fatto inizialmente posto anche che gli introiti del settore ludico andavano direttamente nelle casse del “caro Erario” e non toccavano oltretutto quelle degli Enti Locali che, di contro, si sono trovati a combattere con il fenomeno dell’abuso del gioco con le problematiche che questo comporta sul territorio. Ed anche la crescita “smodata” della distribuzione del prodotto ha giocato un ruolo preponderante, laddove forse ritenendo questo business uno dei più invidiabili negli ultimi anni, le sale da gioco nascevano come funghi, seppur delimitate da normative e costi di concessione abbastanza importanti.

Gli Enti Locali, quindi, si sono trovati a battagliare con la lista dei casino online e con qualcosa che non caratterizzava i loro programmi e che era lontano dalle consuete iniziative che gli stessi Enti sono soliti affrontare. Così, gli operatori del gioco od ogni imprenditore grande o piccolo del settore ludico si sono trovati, da soli, a dover fronteggiare le varie Amministrazioni comunali e si sono anche trovati, da soli, a fronteggiare il “polso” del territorio e ciò che le stesse amministrazioni nutrono nei confronti del gioco, non ricavandone oltre tutto alcun interesse economico.

Indipendentemente da tutto questo, il gioco lecito si è trovato sempre da solo a dimostrare di essere “all’altezza della situazione”, ha continuato ad essere sottoposto a “vessazioni” di qualsiasi tipo, a restrizioni di luogo e di tempo che, via via, si sono sempre più acuite. E, quindi, il settore è arrivato ai nostri giorni dove sembra di essere “il gioco contro tutti”, laddove gli operatori non si rendono più neppure conto quale e se vi sarà un futuro per le proprie attività, dove saranno spostati e se dovranno soccombere. Tutto sbagliato dall’inizio? È tutto da rifare? La Conferenza Unificata non ha dato alla fine la risposta che tutti gli imprenditori del gioco si stavano aspettando, almeno per il momento.

Si attendono migliorie per i casino online

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Nonostante il neo Governo Gentiloni abbia giurato al Quirinale già da qualche giorno, il Consiglio dei Ministri non ha ancora proceduto al completamento della sua squadra, nominando i viceministri ed i sottosegretari anche se nei prossimi giorni il tutto si dovrebbe concretizzare. Inutile dire che nel mondo del gioco d’azzardo ed in quello dei migliori casino online con bonus tutti sperano che una delle nomine a sottosegretario cada in capo a Pier Paolo Baretta, anima protesa verso la riforma e la ristrutturazione del “prodotto gioco” ed anche anima che si è prodigata per portare avanti la trattativa con le Regioni e gli Enti Locali.

Giusto per non cominciare tutto da capo con un altro interlocutore: sarebbe difficoltoso e probabilmente allungherebbe i tempi. La nomina di Baretta a sottosegretario all’Economia con delega ai giochi sarebbe in ogni caso certa, anche in considerazione del fatto che c’è stata una conferma, nel passaggio dal governo Renzi all’era Gentiloni del Ministro Pier Carlo Padoan.

Analogo ragionamento pare potersi fare anche per quanto riguarda le Politiche Agricole con la conferma di Maurizio Martina e stessa sorte potrebbe toccare a Giuseppe Castiglione con la delega all’ippica. Si vedrà, quindi, in questi giorni natalizi cosa succederà anche per ciò che riguarda il Ministero dell’Interno, dopo lo spostamento di Alfano alla Farnesina ed anche si vedrà se Gianpietro Bocci verrà confermato con la delega alla vigilanza delle Case da Gioco e dei casino online: si attendono le decisioni del Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni.

Quindi, la corta settimana lavorativa che unisce Santo Stefano a San Silvestro e che porterà poi l’inizio del nuovo anno, con ogni probabilità ci accompagnerà alla nomina di questi sottosegretari e viceministri che, come detto, andranno a completare il team del neo Governo Gentiloni. Bisogna sottolineare che non solo la ripresa dei lavori in Conferenza Unificata, così come appunto le trattative che si sono “stoppate”, hanno la necessità urgente di conoscere i nominativi dei sottosegretari, poiché anche le sorti dei casinò italiani sembrano più legate alle scelte che saranno fatte per il Ministero dell’Economia che per quello da cui direttamente dipendono, quindi il Viminale.

Infatti, è stato l’allora sottosegretario al Mef con delega al gioco pubblico ed ai siti italiani di casino online, Pier Paolo Baretta, a mettere in agenda del Governo ed avviare il riordino normativo dei casinò tricolore dando seguito così, ma con decenni di ritardo, alla richiesta della Corte Costituzionale. E ciò anche dando voce a questo segmento del gioco per risolvere un’esigenza tuttora e sempre più sentita. Questa esigenza dei nostri casinò non è certamente venuta meno viste le enormi difficoltà normative che li riguardano ed il differente rapporto in grado di determinare, sia nel bene che nel male, le sorti di queste attività.

In questo 2016, d’altra parte, anche il “sistema casinò e migliori casino online” ha dimostrato tutte le sue “pecche” e le sue esigenze. Una realtà con tantissimi nodi anche a livello individuale che chiedono di essere sciolti. Purtroppo, anche per questo comparto, il 2016 non è stato certamente l’anno del consolidamento e si chiude tra tensioni, auspici ma anche speranze. Per esempio che si trovi la volontà politica di mettere ordine anche nel settore dei casinò, oltre che in tutto il resto del gioco, ovviamente.

Il gioco illecito deve essere sconfitto

caccia al gioco illecito

Anche se siamo nel periodo natalizio, le nostre Forze dell’Ordine non hanno tempo per pensarci perché continuano a “cacciare l’illegalità” (di qualunque si tratti), ma particolarmente sono orientati a controllare e monitorare il gioco illegale ed i casino online senza licenza aams, ed a far rispettare le normative vigenti, gli orari di accensione e spegnimento delle apparecchiature da intrattenimento. Le norme ci sono, i regolamenti regionali anche, ma bisogna che vengano recepiti e messi in pratica: questo è il compito delle Autorità di Polizia. Compito difficile, ma il gioco illecito deve continuare ad avere paura perché il territorio è completamente percorso da monitoraggi sulle sale da gioco, sale scommesse, bar, sale bingo.

Il territorio da Nord a Sud viene setacciato e l’attività di controllo delle nostre Forze dell’Ordine impegnate nel contrasto al gioco illegale è assai presente e pressante. Nella provincia di Venezia sono stati attenzionati 214 locali con otto denunce ai titolari mentre a Palerno è stato sanzionato un centro scommesse, riaperto senza alcuna autorizzazione a raccogliere gioco, dopo essere stato chiuso per lo stesso identico motivo.

Per quello che riguarda la zona di Venezia, l’operazione per combattere i casino online con bonus ma senza licenza aams è stata condotta dai Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia ed ha riguardato alcune sale da gioco dislocate in varie città tra Jesolo, Mestre e San Donà. Sono stati sanzionati il gestore di un bar multato di 4mila euro per avere in carico un apparecchio irregolare, i titolari di una sala che agivano senza aver ottenuto la prevista autorizzazione ed il proprietario di un locale che aveva raccolto giocate al di fuori degli orari consentiti dalla normativa locale.

In Sicilia, nel capoluogo, la Polizia Amministrativa e Sociale ha sequestrato un centro scommesse abusivo che, nonostante fosse stata comminata la chiusura dell’attività, aveva riaperto senza alcuna autorizzazione da parte del Questore ed aveva di conseguenza continuato a raccogliere le puntate dai giocatori come nulla fosse: ovviamente, è stato denunciato a piede libero.

Una ultima segnalazione che si riferisce a Roma, dove i Carabinieri hanno catturato un personaggio ricercato in campo internazionale dall’Interpol per la pendenza di un’ordinanza di custodia cautelare per due rapine a mano armata effettuate nel corso del 2015 nella provincia di Benevento. A tradirlo, ed ecco perchè la si vuole rendere nota ai più, è stata la passione per il gioco: infatti, gli uomini dell’Arma lo hanno individuato proprio durante una serie di controlli a tappeto nelle sale slot della città capitolina. L’uomo non ha opposto resistenza.

Si vuole continuare in questo viaggio che attraversa tutta la nostra Penisola e che tocca ognuno dei migliori siti italiani di casino online, e che accompagna le nostre Forze dell’Ordine ed i loro interventi, per tenere alta l’attenzione nel mondo del gioco d’azzardo: è rassicurante constatare che il territorio è protetto dai nostri Agenti che tutelano la sicurezza dei cittadini nei confronti del gioco illecito e di tutto quello che ci può “gironzolare” attorno.

“Ci piace” riferire che in questo modo si protegge anche il gioco pubblico ed i casino online legali italiani, riserva di Stato, che ha necessità si “scrollarsi di dosso” questa illecita concorrenza che contribuisce a rendere gli introiti degli operatori del gioco, seri e leciti, ulteriormente inferiori a quanto gli stessi meriterebbero di ottenere. E se per cancellare questa “concorrenza illecita” necessita la presenza costante delle nostre Forze dell’Ordine si è ben lieti ed orgogliosi di dire che questa presenza c’è… e “raccoglie anche buoni frutti”.

Un controllo sugli orari delle slot machine

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Certamente il gioco d’azzardo ed i casino online italiani fanno proprio muovere tutti. Anche il telegiornale satirico di “Striscia la Notizia” si sta interessando degli orari di accensione e spegnimento delle “famigerate macchinette” e si è focalizzato, particolarmente, su Firenze dove è stata emessa la “consueta” ordinanza di restrizione degli orari. Ovviamente, Firenze non può differenziarsi dalle “mille altre città” che hanno intrapreso questa strada di repressione del gioco, e trattandosi di località dove è stato Sindaco il nostro Premier, evidentemente, ha “sollecitato” l’interesse di Striscia che si è recata sul posto per “controllare” se le “macchinette” ottemperassero all’ordinanza proibizionistica.

Dunque, Firenze impone lo spegnimento delle apparecchiature dopo le ore 22, orario “buono” per giocare naturalmente. Parecchie sale sono risultate “inadempienti” all’inviata di “Striscia” ed in tutti i casi sottoposti nel “telegiornale” le macchinette sono sempre state in “funzionamento” dopo l’orario previsto. Ma allora ci si domanda: perché tanto sbandieramento per queste ordinanze che stanno facendo parlare da mesi, che da mesi tengono sotto scacco il settore del gioco pubblico se poi nessuna si adegua e vi “obbedisce”? Eppure le sanzioni che dovrebbero venire comminate ai “trasgressori” sono sufficientemente salate e, quindi, il rischio dei gestori è “impegnativo”….

L’inviata di “Striscia”, con una serie di interviste “notturne” ai gestori delle sale ed anche a qualche giocatore, ha dimostrato che il Comune di Firenze ha sbandierato il proprio “successo” relativamente all’ordinanza di spegnimento e dell’attività di repressione del gioco, ma che questo “sbandieramento” non è reale visto che, sul posto, “la realtà” è proprio un’altra. O quanto meno vi sono gestori che, in “barba” all’ordinanza del Sindaco di Firenze continuano nella loro attività tenendo accesi i propri apparecchi da intrattenimento: e questo anche in “barba” a coloro che seguono la legge e ottemperano alle relative norme. Insomma, praticamente “i furbetti delle macchinette” esistono e sembrano anche essere tanti!!

Per questo motivo “Striscia” che, come tutti sanno, non demorde e trattandosi di argomento sociale tiene bene la “guardia alzata”, continuerà nel proprio impegno e nel proprio controllo delle sale da gioco, riservandosi di comunicare naturalmente, i risultati non fosse altro che per “calmare” tutti quegli “sbandieramenti di risultati positivi” che il Comune di Firenze, come però tanti altri Comuni, tendono ad effettuare per accattivarsi, probabilmente, il bene placito dei cittadini e recuperare, magari, qualche voto in più a livello politico. La realtà, per quello che concerne chi scrive, è che tutte queste ordinanze siano un po’ “fasulle”, fatte per “discriminare il mondo del gioco pubblico” e per “terrorizzare” i suoi operatori.

I risultati positivi siamo certi che non si possano ottenere con il proibizionismo, ma con una legge vera, nazionale, sicura che metta tutti sullo stesso livello. Una legge che però dovrà essere seguita da tutti gli addetti ai lavori… senza se e senza ma e, sopratutto, senza prendere in giro i cittadini che, si crede, siano anche stufi di sentir parlare di questo argomento che potrebbe essere sistemato solo che ognuno non pensasse esclusivamente al proprio tornaconto, ma che tutti avessero come obbiettivo il rispetto, la salute, la tranquillità dei cittadini e del territorio nazionale.

Confronto tra regioni e governo sul gioco d’azzardo

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Inutile dirlo e ridirlo: c’è tanta tensione per questa Conferenza Unificata che si occupa anche di siti di casino online legali. Chi “sente che ci sarà un rinvio” e chi dice che non ci sarà perché lo Stato non vuole perdere la faccia. Chi si aspetta la fine delle diatribe tra Stato e Regioni ed invece chi dice che nessuno vuole rinunciare a “qualcosa”. Quel “qualcosa” che invece gli addetti ai lavori si aspettano proprio per smetterla di avere questa ansia e questa incertezza che dura da troppo tempo ormai. Pier Paolo Baretta ha dichiarato che non vede per quale motivo dovrà esserci un rinvio e che si sente pronto e disponibile ad una discussione affermando, contemporaneamente, per mettere tranquilli gli operatori del gioco ansiosi, che nella prossima Legge di Stabilità non è stato previsto alcun aumento del Preu per le new slot e le Vlt: chissà se queste dichiarazioni avranno effetto sugli operatori e metterà un poco di serenità ai vari comparti.

Intanto si riprenderanno, quindi, i giochi: i giorni sono questi ed il Governo e le Regioni si siederanno al tavolo di discussione per cercare questa “intesa” concernente le particolarità delle caratteristiche dei vari punti di raccolta del gioco, ma come già preventivamente annunciato da alcuni rappresentanti delle Regioni trapela la voce insistente di un rinvio. Bisognerà vedere chi chiederà cosa… Il dato di fatto che tutti dovrebbero tenere presente è che la Legge di Stabilità paventava un accordo entro lo scorso 30 aprile, termine abbastanza superato.

Vi è stato il rinvio a luglio che è “scivolato dalle mani” senza alcuna decisione presa sino a settembre che è qui e che dovrebbe far nascere “qualcosa”. I bandi di gara per le scommesse ed il bingo languono, la riforma del gioco è fondamentale per questi bandi perché dipendono dall’accordo tra Stato ed Enti Locali e se quel “qualcosa” non dovesse essere trovata a breve si rischia un altro slittamento con conseguenze “tragiche” per le risorse che lo Stato ha già inserito a bilancio!

In ogni caso bisogna dire che il lavoro tecnico che è stato messo in campo dovrebbe mettere in condizione per concludere rapidamente questa intesa con gli Enti Locali. Il Governo ha confermato la volontà ancora una volta di eliminare il gioco negli esercizi generalisti secondari e di accelerare i tempi della riduzione di almeno il 30% delle Awp cominciando dai pubblici esercizi e dai tabaccai il che darebbe vita ad una sorta di doppia riduzione: numero delle apparecchiature da intrattenimento e numero dei punti gioco con una drastica riduzione dell’offerta sul territorio. Questo dovrebbe anche portare a reinquadrare la questione “delle distanze”: individuazione di una certificazione di doppio livello che ovviamente tenga conto delle normative messe in opera dagli Enti Locali.

Altra questione che si aspetta di risolvere è quella relativa al decreto sul riparto del fondo da 50 milioni di euro per la cura del gioco patologico: le Regioni hanno fornito delle indicazioni sulla modifica del testo e bisognerà vedere se quelle che si effettueranno saranno di “loro gradimento”. In ogni caso questa è un’altra problematica sul tavolo degli accordi e, quindi, un altro “ingarbugliamento” da dipanare sempre in Conferenza Unificata: le Regioni stanno veramente in attesa di questi fondi…

Le aziende illegali di gioco devono avere paura

gioco d'azzardo illegale

Ampiamente è stato sottolineato quanto importanti siano gli interventi che le nostre Forze dell’Ordine “mettono sul piatto” nel controllo del gioco d’azzardo e quanto importante altrettanto sia “l’allargamento delle sanzioni e dei provvedimenti” che vengono attuati. Ormai non si parla più di “macchinette o di totem” e del loro sequestro, ma si parla delle conseguenze che questi controlli vanno a “smuovere”. Per capirci, le apparecchiature che vengono sequestrate perché non regolari e, quindi, prive di autorizzazione e concessioni, vanno a produrre dei guadagni illeciti sui quali non sono state ovviamente pagate tasse e tributi. Da qui, a cascata, viene proceduto con i sequestri certamente delle apparecchiature, ma anche del patrimonio personale dei soggetti ritenuti responsabili delle violazioni.

Che le violazioni alle regole dei casino online siano penali o amministrative, che siano penali-tributarie oppure “solamente” penali relative all’art. 718, rappresentano reati che fanno emergere “del sommerso” che va ad “ingigantire” il numero delle società illegali che “viaggia” dentro il settore del gioco d’azzardo. Società illegali che, sempre illegalmente, fanno concorrenza sleale al gioco pubblico lecito e che lo Stato, e le sue Forze dell’Ordine, devono estirpare dal territorio a maggior tutela del gioco legale stesso. Tutela anche dei cittadini e dei giocatori che vi “incappano” e che, a volte e sempre più spesso, incorrono nella possibilità di essere truffati posto che queste società irregolari sono particolarmente portate a “non onorare le vincite”.

La conclusione sotto intesa di queste righe, e neppure tanto sotto intesa, è che queste “società furbette” insieme ad i relativi titolari ovviamente, devono sapere che saranno continuamente inseguite dalle Autorità preposte che non avranno tregua e continueranno a “martellare” il mercato sino a farlo diventare “pulito e legale”. Almeno questo, lo Stato lo sta mettendo in pratica: continua a combattere contro apparecchiature illecite, totem, esercizi senza licenza e concessione e contro titolari che non hanno i requisiti richiesti dalle norme in essere. Sarà un gran lavoro, ma che darà i frutti che tutti si aspettano, compresi gli operatori leciti che non ne possono più di avere una concorrenza così sleale ed anche così “sfacciata”.

Le aziende illegali devono aver ben presente che la via semplice, quella di trovare apparecchiature con collegate al sistema di Stato e senza autorizzazione, ha consentito e consente di aggredirle anche nei beni dei soggetti ritenuti coinvolti in quanto l’evasione fiscale, sia piccola che grande, legittima come detto misure cautelari di tipo patrimoniale a tutela della riscossione delle somme di spettanza pubblica. Questa evoluzione ha una rilevanza importante nel percorso del contrasto al gioco illecito, idonea a sconfessare alcune “credenze” in virtù delle quali il rischio di sequestri e sanzioni è sempre compensato dal guadagno realizzato con il prodotto. Laddove intervenga un sequestro di beni immobili, mobili e conti correnti del titolare o responsabile di un azienda illegale di gioco, il livello di rischio non diventa più compatibile con nessuna altra realtà aziendale e si manifesta come appannaggio delle sole società od entità clandestine che si vogliono votare alla illegalità. Quindi, chi intraprende questa “scelta clandestina” deve prepararsi, come già detto, ad essere un fuggiasco ed a vivere sempre inseguito con il rischio, in aggiunta, di non riuscire nemmeno a spendere il danaro che dovesse alla fine riuscire a guadagnare.

Torino e la restrizione al gioco d’azzardo

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A Torino non si scherza! Apparecchi da intrattenimento spenti tutta la mattinata e poi dalle 18 alle 20 e dopo le 24. Quindi, vita assai breve per le slot machine che si concretizza dalle h.14 alle h.18 e dalle h.20 alle h.24: poco spazio all’intrattenimento ed al divertimento, ma questa è l’ordinanza che sarà firmata dal Sindaco della città di Torino nei prossimi giorni. Abbiamo ripetuto tante volte che ogni città ed ogni comune si comporta come “meglio crede” per il proprio territorio, e le ordinanze continuano a moltiplicarsi “come i pani ed i pesci”… Almeno però, in questa città si è presa una decisione che va a toccare anche le città limitrofe!

Sì, perché a volte i Sindaci o non ci pensano in modo superficiale, oppure non pensano che il giocatore “che vuole giocare, gioca ovunque” e, quindi, se in un determinato posto le sale sono chiuse e le apparecchiature sono spente si spostano di un paio di chilometri in altro punto dove invece può trovarle perfettamente funzionanti. Si può dire che l’esperienza di taluno, può aver favorito qualcun altro ed i Sindaci senz’altro comunicano tra di loro le esperienze acquisite in questo settore che fa sempre così discutere le Amministrazioni comunali.

La misura restrittiva di Torino, non però sui migliori casino online legali aams, è stata illustrata proprio dallo stesso Sindaco nel corso di una seduta congiunta della Conferenza dei capigruppo e della Quarta Commissione consiliare ed è stato chiarito che questa ordinanza è stata emessa in attuazione della legge regionale del Piemonte entrata in vigore nel maggio 2016 e che prevede che per “esigenze di tutela della salute e della quiete pubblica nonché della circolazione stradale” si dispongano limitazioni temporali all’esercizio del gioco. Queste norme sono già state messe in pratica da oltre 70 comuni piemontesi.

Chi scrive continua a ribadire a gran voce, per quanto possa ovviamente servire, che necessita una legge nazionale con urgenza, che il gioco non può più rimanere in “balìa” delle amministrazioni comunali, che gli imprenditori non possono più attendere di sapere quale sarà il proprio futuro, visto che il loro presente è sempre di più costellato da norme, tasse, orpelli e restrizioni che stanno rendendo “il loro cassetto” sempre più misero e le loro aspettative sempre più lontane. Anche il loro impegno finanziario in questo settore e la loro attività stanno diventando sempre più oppressivi… senza nulla avere in cambio, sopratutto dallo Stato che dovrebbe essere quello strumento che li tutela, visto che gli operatori del gioco agiscono su concessione, neppure a buon mercato, rilasciata appunto dallo stesso Stato.

La città di Torino ha scelto di consentire il gioco solo per otto ore al giorno, come detto dalle 14 alle 18 e dalle 20 alle 24, spezzando l’orario di attività proprio per evitare sessioni di gioco troppo lunghe che potrebbero portare ad un coinvolgimento compulsivo, mettendo sanzioni, in caso di mancato rispetto delle limitazioni d’orario, che vanno dai 500 ai 1.500 euro per ogni apparecchio di gioco con la chiusura definitiva degli apparecchi qualora vengano commesse nel corso di un biennio tre violazioni anche non consecutive.

Periodo decisivo per il gioco d’azzardo

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Il sottosegretario Pier Paolo Baretta, ha cominciato la settimana mettendo in chiaro che questo “è il momento di stringere” per il gioco e per i “lavori” della Conferenza Unificata. Il Governo ha tanta carne al fuoco come si evince dalle varie esternazioni del nostro Premier e, quindi, ci saranno tante decisioni da prendere e da “chiudere” come la situazione del mondo del gioco pubblico che si sta trascinando troppo e senza “conclusioni in linea di arrivo”. Lo stallo in cui si trova il mondo-gioco ed i suoi lavori deve essere smosso assolutamente e, possibilmente, fatta decollare la proposta che prima delle ferie era stata “messa sul piatto delle trattative” da parte del Governo agli Enti Locali che l’hanno forse un po’ snobbata.

C’è la manovra finanziaria che interesserà come sempre, ed ancora una volta, il settore dei giochi. Sulle “voci” che circolano relativamente a “500 milioni che potrebbero essere ricavati” dal settore con la Legge di Stabilità 2017, Baretta afferma che “si tratta di soldi che non verranno presi dal settore, ma piuttosto verranno dati, nel senso che non stiamo pensando ad altri aumenti delle tasse, ma a varie soluzioni per tirar fuori determinate cifre”. Insomma, niente previsioni per un aumento del prelievo erariale, visto che sarebbe una incongruenza in quanto il Governo sta studiando di ridurre le slot e non certamente di incentivarne la raccolta.

Baretta non rinuncia a sottolineare che è stato fatto un forte lavoro di controllo e di contrasto all’illegalità negli ultimi anni e che, in questo modo, il gioco lecito ne sta uscendo più forte, più professionale e più sicuro. Tutto questo impegno “messo sul piatto” della legalità sta cercando di portare il settore verso un accoglimento nei confronti dei cittadini che sino ad ora lo hanno visto solo da un punto di vista negativo.

Va anche detto che quando si parla di gioco si parla anche di un settore soggetto a rischi per quello che riguarda la salute dei cittadini e questo lo rende un settore delicato anche agli occhi dei “cittadini esterni” che non lo frequentano, ma che vedono le conseguenze che a volte il gioco produce. Certamente, come Stato si sta cercando di organizzare assistenza e cura per quelle persone che “cadono nella rete dell’abuso del gioco”, ma è ancora troppo poco quello che è stato fatto e si dovrebbe fare indubbiamente di più.

In realtà, negli ultimi anni il fenomeno del gioco è esploso in tutta la sua potenza e questo ha determinato una forte opposizione dei confronti del settore che si trova ad essere giudicato e “redarguito” solo per ciò che di negativo porta, e non certamente elogiato per ciò che di positivo ha portato al sociale ed al territorio con impegni finanziari da parte della “sua” industria e delle “sue” aziende. L’obbiettivo, quindi, è quello di riportare il gioco nella normalità facendolo rimanere uno svago ed un divertimento, ciò che è nella sua natura, e che è la motivazione per cui è stato inizialmente distribuito. Non deve procurare una malattia oppure essere un escamotage per “risolvere i problemi finanziari del quotidiano”: deve essere, si continua a ribadirlo all’infinito, solo puro divertimento.